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Il Bari continua a non convincere ed anche le speranze di assalto alla zona play-off, obbiettivo considerabile minimo vista la Serie A sfuggita per un soffio solo qualche mese fa, sembrano ormai flebili e sul punto di spegnersi.
È un momento nero che la squadra non viveva da tempo: colpa forse di un ambiente demotivato, colpa forse di un organico non all’altezza, colpa forse di una guida tecnica poco salda. Si usa dire che del senno di poi son piene le fosse, ed è probabilmente meglio abbandonare l’analisi delle colpe in favore di un maggior focus nei confronti del campo.
È dal campo stesso che brilla uno dei - pochi, onestamente - elementi positivi di questo Bari: dalla tanto criticata campagna di calciomercato condotta questa estate ad emergere è stato il talento tra i pali di Brenno.
Con la pesante eredità lasciata di Caprile da dover gestire e l’etichetta di Carneade giunto dal lontano Brasile, il classe ‘99 ha superato le incertezze iniziali per confermarsi come giocatore di assoluta importanza e rilevanza nello scacchiere biancorosso.
Spesso salvifico negli interventi, il campione olimpico verdeoro è sempre più in grado di garantire ordine e sicurezza nelle retrovie: chiaro esempio di ciò è l’ultima partita contro lo Spezia nel quale ha salvato con una prodezza il colpo di Hristov, salvo poi nella circostanza infortunarsi per lasciare il posto a Pissardo.
Brenno è dunque un elemento già importante di questa squadra con poche certezze, il prestito dal Gremio dovrà necessariamente trasformarsi in una conferma a titolo definitivo.
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